Mailing List "Della Vedova 2006"
Sito ufficiale dei Riformatori Liberali
Sito ufficiale di Benedetto Della Vedova
Blog di Marco Taradash
TocqueVille - La
città dei liberi
Istituto Bruno Leoni
Adam Smith Society
Libero
L'Opinione
Il Foglio
L'Indipendente
Ideazione
Alessandro Antichi
Informazione Corretta
Gay Lib
Italia Laica
Italian Libertarians
Unione per le Libertà
Phastidio.net
Luxor
The Right Nation
Krillix
Orso di pietra
Dall'altra parte
Calamity Jane
Born to be Free
Marco Paolemili
Cato Institute
American Enterprise
Institute
Center for Policy Studies
Ayn Rand Institute
Capitalism Magazine
The
Intellectual Activist
ACT New Zealand
Republican Liberty Caucus
visitato *loading* volte



"Dichiaro di rifiutare qualsiasi legge che non rispetti i diritti dell'individuo e la libertà personale".
Per questa dichiarazione, nonché per aver espresso altre opinioni "pericolose" in merito alla tolleranza religiosa e all'uguaglianza tra i sessi, in Egitto, lo studente ventiduenne Abdul Karim Suleiman, ossia Karim Amir, è stato condannato a quattro anni di carcere con l'accusa di avere insultato il presidente egiziano e la religione islamica.
Il ricorso in appello ha confermato la sentenza e l'accusa ha ostacolato il lavoro degli avvocati di Karim, che lo difendono a titolo gratuito.
La sua famiglia lo ha pubblicamente disconosciuto e il padre ha invocato l'applicazione della sharia (legge islamica).
Per aver difeso i principi della libertà di parola, lo Index of Censorship ha insignito Karim del Premio Hugo Young per il Giornalismo per il 2007, mentre il PEN Club britannico lo ha eletto membro onorario dell'organizzazione.
Quasi 6.000 persone hanno sottoscritto petizioni e inviato lettere al governo egiziano e al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti chiedendo il rilascio di Karim. Il caso di Karim, quasi ignorato dai media italiani, è stato invece intensamente seguito da maggiori media del mondo.
Il 27 aprile, a Roma, in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 10, un piccolo gruppo di persone che hanno a cuore i diritti degli individui si unirà agli svariati drappelli che, in altre capitali, testimonieranno solidarietà a Karim Amer e chiederanno alle autorità politiche di adoperarsi per la sua liberazione.
Per informazioni, alberto.mingardi@gmail.com o sharonnizza@gmail.com
Informazioni sulla campagna: http://www.freekareem.org/
Ancora sull'articolo di Giavazzi
In un articolo di qualche giorno fa sul Corriere della Sera Francesco Giavazzi scriveva:
"Chi è più di sinistra? Chi liberalizza commercio e professioni, o chi consente che le farmacie, così come gli studi notarili, si tramandino di padre in figlio? (...) Chi è più di sinistra? Chi vuole riformare alle radici il nostro sistema di welfare, nell'interesse dei poveri e dei giovani, oppure chi pensa che la riforma delle pensioni non sia urgente e difende i fortunati che hanno un lavoro a tempo indeterminato e vanno in pensione prima dei sessant'anni? (...) Concorrenza, riforme, merito dovrebbero essere le bandiere della sinistra radicale; questa invece, opponendosi alle riforme, finisce per difendere i privilegi".
The right nation ( http://ideazione.blogspot.com/ ) scrive: "Si parte dall'assunto che il termine "sinistra" possa essere utilizzato come sinonimo di "bello", "buono", "pulito", "giusto" (lasciando dunque "brutto", "cattivo", "sporco" e "ingiusto" alla "destra"). Poi ci si pone una domandina retorica del tipo "è più di sinistra farsi la doccia regolarmente o puzzare come capre?". Lasciando ai propri lettori la risposta, tanto scontata quanto falsa."
Credo che Giavazzi si rivolga alla sinistra per polemizzare con loro, e non voglia attaccare la destra con quell'articolo.
Quello che dà fastidio è quella frase in cui Giavazzi afferma il suo pregiudizio contro la destra, sostenendo che questa vuole il potere per proteggere i privilegi, mentre essere di sinistra significa combattere i privilegi..
A Giavazzi, che scrive un articolo pieno di critiche alla sinistra ma nonostante tutto mantiene un pregiudizio A FAVORE della sinistra, direi: ma è più di sinistra essere di sinistra o essere di destra? Se provasse a rispondere a questa domanda magari rivedrebbe i suoi pregiudizi.
IL TAVOLO DEI VOLENTEROSI (COALITION OF THE WILLINGS) DI DANIELE CAPEZZONE
L'iniziativa di Daniele suscita in me reazioni contrastanti. Leggendo commenti di diversa provenienza in giro per Internet devo dire che le reazioni, sia a destra che a sinistra, sono anch'esse varie.
Intanto devo dire che non sono d'accordo con chi critica Capezzone per non essere fedele al modello pipartitico accusandolo di cercare degli inciuci, perché non siamo in America e quindi bisogna giocare con le regole che abbiamo, non con quelle che vorremmo avere, e poi perché credo che contro una finanziaria del genere, se si sa che il proprio voto non è sufficiente a non farla passare, si debba fare qualcosa di più che "non votarla".
D'altra parte, almeno in questa occasione, non me la sento di cantare le lodi di Daniele, e per un motivo crudele come il destino: si meriterà delle lodi o delle critiche a seconda di come la faccenda andrà a finire.
Aprire una "coalition of the willings" su di un tema importante come la finanziaria è di sicuro un atto di coraggio, a meno che tutto ciò non serva solo a conquistarsi pannellianamente qualche titolo sui giornali come in occasione dell'ospitalità. In quest'ultimo caso Daniele farebbe una pessima figura.
Ma diamo fiducia a Daniele e poniamo che voglia davvero andare fino in fondo e non solo comparire sui giornali.
Gli scenari che si presentano sono i seguenti:
- La coalition of the willings non raggiunge una dimensione tale da essere determinante (ipotesi da tenere in considerazione anche se al senato bastano pochissimi parlamentari per arrivare almeno ad una situazione di stallo). In tal caso una pacca sulla spalla a Daniele, che ci ha provato.
Se la coalition of the willings riesce ad essere determinante in entrambe i rami del parlamento o anche in uno solo di essi. In questo caso le persone che si sono sedute a quel tavolo proporranno degli emendamenti signigicativi alla finanziaria.
In sostanza a quel tavolo si decideranno le sorti della finanziaria, del governo e della maggioranza:
- della finanziaria nel caso in cui gli emendamenti siano migliorativi ma destinati ad essere votati da questa maggioranza più eventualmente alcuni membri della coalition. In questo caso si avrebbe una vittoria per Daniele, che sarebbe riuscito a migliorare la finanziaria, ma ne uscirebbe con un'immagine da democristiano, uno che ha inciuciato con l'opposizione solo per bloccarne l'ostruzionismo e modificare una legge perversa che andrebbe respinta in blocco.
- si decideranno le sorti del governo nel caso in cui gli emendamenti siano tanto significativi da costringere il governo a mettere la fiducia e da obbligare la parte "di maggioranza" della coalition of the willings a decidere del destino del governo Prodi. In questo caso, che è forse lo scenario più probabile, si potrebbe avere la rottura della coalition of the willings, e quindi una sconfitta per Daniele, oppure la caduta del governo. Un salto nel buio che ci potrebbe portare a nuove elezioni, ad un governo tecnico, ad una Große Koalition ma anche ad un rimpasto con la stessa maggioranza esistente.
- si decideranno quindi anche le sorti della maggioranza. Vedremo cosa succederà al tavolo della Coalition of the willings (se si farà davvero) quando i willings dell'opposizione presenteranno degli emendamenti pensati per raccogliere in Parlamento i voti dell'attuale opposizione. Di sicuro a quel tavolo sarà sempre presente l'opzione di una nuova maggiornaza "attuale opposizione + coalition of the willings". A maggior ragione se la coalition fosse determinante in entrembe i rami del parlamento. In questo caso ci sarebbe un ribaltone.
Che giudizio dare di un politico che fa cadere un governo (o, magari, che avvia un'iniziativa che porta ad un ribaltone) dopo aver assicurato all'elettorato che sarà "l'ultimo giapponese" di Prodi? Dimostrerebbe di essere fedele alle sue idee, ma poco fedele ai suoi compagni di coalizione. Sarebbe di sicuro un giudizio complesso, non semplice.
Concludendo: sinceramente spero che tra gli scenari possibili si avveri uno di quelli che comporta la caduta del governo ed un cambio di maggioranza. E di sicuro tanto di cappello a Daniele, che sta sparigliando le carte in modo interessante.
Ma, per il momento, nessuna lode, nessuna critica, nessun giudizio: prima voglio vedere come va a finire.
Gionata Pacor
Berlusconi Marxista?
Paolo Madron su Panorama del 30 marzo (pag. 50) scrive che "l'intervento di Berlusconi a Vicenza è un poderoso richiamo marxista ad interpretare la politica in termini di lotta di classe. Quando il Premier dice che non è concepibile che un industriale tifi per una compagine dove ci sono comunisti e Cgil tocca le corde di una platea che in fondo non capisce perché i suoi rappresentanti debbano flirtare con un blocco di potere che è (ma soprattutto era tradizionalmente) non allineato ai loro interessi.
Non credo che Berlusconi voglia creare una contrapposizione tra lavoratori e capitalisti. In una schematizzazione che non saprei se si può definire marxista, la "lotta di classe", o meglio la difesa dei propri interessi, ha certamente un numero di attori maggiore:
- grandi imprese: grandi industrie, banche, gruppi assicurativi e finanziari di dimensioni tali da essere in grado di avere un rapporto diretto con il governo
- piccole imprese, liberi professionisti, commercianti, artigiani, che non sono in grado di avere un rapporto diretto con il governo
- dipendenti della grande industria e dei grandi gruppi con contratto a tempo indeterminato, rappresentati dai sindacati
- dipendenti della piccola impresa con contratto a tempo indeterminato
- dipendenti con contratto a tempo determinato (precari)
- disoccupati
- pensionati
- i dipendenti pubblici
- il governo.
Ora, i piccoli industriali non sono scemi: capiscono benissimo che se i rappresentanti degli industriali "flirtano con un blocco di potere non allineato ai loro interessi" è perchè la coalizione che sostiene Prodi ha offerto loro degli accordi. Prodi vuol far pagare ai piccoli imprenditori i costi per mantenere in Italia gli stabilimenti delle grandi imprese. Le grandi imprese ottengono le sovvenzioni e garantiscono il posto ai dipendenti delle grandi industrie, e le tasse vanno a ricadere sulle piccole imprese che non riescono a trattare con il governo per ottenere quelle sovvenzioni. Dopo le elezioni di sicuro il taglio del cuneo fiscale sarà limitato (diranno "per intanto") alle grandi imprese, con la scusa che queste altrimenti trasferirebbero i loro sabilimenti all'estero, mentre le piccole imprese, che non hanno i mezzi per farlo, potranno aspettare qualche lustro. Contenta la grande industria, contenti i sindacati.
La lotta di classe tra sindacato e capitalismo è quindi superata: ora sono uniti e vanno al potere assieme per sfruttare la piccola borghesia ed i piccoli risparmiatori. Questo blocco di potere conta inoltre sui dipendenti della piccola impresa, che ragionando (loro sì) in termini di lotta di classe, tendono a votare a sinistra senza rendersi conto che così facendo mettono in difficoltà i propri datori di lavoro e quindi il loro posto di lavoro. Conta anche sui precari, promettendo loro che obbligherà i datori di lavoro ad assumerli. (In realtà i piccoli imprenditori saranno costretti a non prolungare i contratti dei "precari" e a chiedere ai dipendenti fissi di fare straordinari, mentre le grandi imprese di nuovo riusciranno ad ottenere delle sovvenzione "a sostegno dell'occupazione", che andranno ad infoltire la classe sociale protetta dai sindacati e di nuovo peserà fiscalmente sui ceti medi. I precari si divideranno quindi tra lavoratori sovvenzionati e disoccupati). Questo blocco di potere conta anche sui dipendenti pubblici e sui pensionati, che i sindacati continueranno ad impaurire con slogan tipo "vi vogliono licenziare" o "vi vogliono togliere la pensione".
Si può dire allora che Berlusconi ha proposto ai piccoli industriali di ragionare in termini di lotta di classe, di tornare alla contrapposizione tra lavoratori e capitalisti? Ritengo di no. Berlusconi ha chiesto agli imprenditori di opporsi a questo patto tra grande industria e sindacato, interpretando piuttosto la "lotta di classe" come una lotta tra imprenditori e lavoratori uniti contro lo Stato che li opprime per foraggiare i centri di potere della finanza e della grande industria.
In questo schema sociale la grande industria non si nutre delle risorse delle classi medie ma affronta la concorrenza internazionale e si impegna a recuperare competitività e a competere sui mercati, esattamente come fa la piccola impresa senza le sovvenzioni statali. In questo schema lo Stato riduce il numero di dipendenti pubblici non licenziandoli, ma semplicemente assumendo un dipendente per ogni 5 che vanno in pensione, riducendo così progressivamente il peso dello Stato. In questo schema lo Stato si impegna a fare le infrastrutture per tutte le imprese, e non a sovvenzionare solo quelle che sostengono i partiti di governo. In questo schema lo Stato diventa col tempo sempre più snello, necessita di una quantità sempre minore di risorse, pesa sempre di meno sull'economia e lascia quindi alle imprese le risorse necessarie per assumere nuovi lavoratori. In questo schema il lavoratore e l'imprenditore non sono tra loro contrapposti, ma sono uniti contro il nemico comune: il nuovo "comunismo", che si manifesta con la voracità dello Stato che cresce per nutrire se stesso e per foraggiare i centri di potere della sinistra.
Berlusconi ha chiamato i piccoli industriali a combattere questo nemico. I piccoli industriali gli hanno risposto con un'ovazione.
Le poesie dei Verdi in onore di Osama Bin Laden, dello sceicco Yassin e dei terroristi palestinesi
A Bologna i verdi candidano alla Camera Lia Briganti (http://www.verdibologna.com/public/default.asp) S
ul forum del sito dei Radicali Lia Briganti ha pubblicato delle poesie per i terroristi palestinesi, preghiere in memoria dello sceicco Yassin e poesie dedicate ad Osama Bin Laden:
"(1) AUGURIO DI BENE
Ad Osama Bin Laden e alla Jihad Islamica
E' l' Iris
come l' arcobaleno,
splendente
luce
celeste,
nel candido petalo
racchiusa.
E' l' Iris
fiore mistico
dell' amore ,
evocazione
del Cristo
all' alba
del nuovo giorno.
La pace
e la bontà
siano
per sempre
con voi."
fonte: Forum di Radicali.it: http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=20776&postdays=0&postorder=DESC&highlight=poesie&start=15
"In memoria dello Sceicco Ahmad Yassin
TRE PARTI
PARTE UNO
Io vidi
in sogno
lo Sceicco Ahmad Yassin;
era trasparente
e azzurrino
e il suo capo,
era velato.
Il suo sguardo
era pietoso
e mite
per le contese
di Palestina.
Egli mi vegliava,
mentre
questi versi
erano in me
ispirati .
Or cessi
la contesa
tra l' Oriente
e l' Occidente,
poichè
benevole
forze celesti
chiedono
che gli opposti
intendimenti
si chairiscano."
fonte: forum di Radicali.it http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?p=457573&highlight=impavidi#457573
"POESIA DEDICATA AI MILITANTI DI FATAH
Io vi vidi
sulle bianche strade
strillare
come fanciulli ,
appicar fuoco ,
dichiarar vendetta.
Vi vidi
salir
sugli spalti ,
vivaci ,
come furetti,
librarvi
nell' aria ,
come fringuelli,
saltare
sui tetti
come capretti.
Vi vidi
dominare
le vie
dai bianchi palazzi ,
attente
e impavide
sentinelle ,
come gazzelle. "
fonte: forum di Radicali.it http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?p=457573&highlight=impavidi#457573
Un motivo in più per votare Forza Italia e far leggere Peppino Calderisi!
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali - Radicali per le Libertà.
L’incontro di ieri tra Silvio Berlusconi e George Bush e l’intervento che il Presidente del Consiglio terrà oggi davanti al Congresso degli Stati Uniti rappresentano il miglior suggello per la politica estera del Governo, che chiude questi cinque anni, a nostro avviso, con un bilancio ampiamente positivo.
Da radicali non possiamo dimenticare, ad esempio, lo straordinario rafforzamento dei legami con la democrazia israeliana e la richiesta dell’ingresso dello Stato di Israele nell’Unione Europea. Così come abbiamo giudicato con estremo favore l’impegno del Governo, tutt’altro che scontato e tutt’altro che populista, a favore dell’ingresso della Turchia dell’Unione.
Quanto alla vicenda irachena, pur con i nodi tutt’ora irrisolti, il contributo della missione italiana allo sforzo angloamericano di sostenere la nascita di un regime democratico e costituzionale nell’Iraq per tanti anni sotto il giogo di Saddam resta, a nostro avviso, un punto d’onore per l’Italia. Mentre i radicali chiedevano “tutti a Baghdad!”, il centrosinistra, più o meno pilatescamente, si opponeva perfino al finanziamento della missione a Nassyria.
Un punto di distinzione, per noi, resta quello sulla crisi Cecena e il rapporto con Putin (troppo coccolato da tutti i leader europei, a partire da Romano Prodi). Sulla transizione della Russia alla democrazia e allo Stato di Diritto, infatti, noi condiviamo le preoccupazioni del Dipartimento di Stato Americano.
Si poteva fare di più? Certo. Ma che, considerando la storia dell’Italia repubblicana e immaginando quale sarebbe stata la politica internazionale dell’Unione Prodiana, si parli, a proposito di Berlusconi, di “majorette”, come fa la Rosa nel Pugno, ci lascia senza parole.
I RIFORMATORI LIBERALI ALLE ELEZIONI - RAGGIUNTO L'ACCORDO POLITICO ED ELETTORALE CON FORZA ITALIA E LA CASA DELLE LIBERTA'
E' stato finalmente raggiunta l'intesa tra i Riformatori Liberali e Forza Italia. Dal punto di vista politico sono state trovate significative convergenze sull'istruzione e sulle politica internazionale. I dettagli tecnici dell'accordo prevedono la presentazione di liste autonome dei Riformatori Liberali - Radicali per le Libertà al Senato e la presenza di candidati Riformatori Liberali all'interno delle liste alla Camera di Forza Italia.
Su queste basi può partire dunque la campagna elettorale del nostro movimento, una campagna che ha fortissime probabilità di concludersi con l'ingresso dei Riformatori Liberali nel prossimo parlamento.
UDINE: I RIFORMATORI LIBERALI IN CAMPO ALLE PROVINCIALI
E' stato raggiunto a Udine un accordo tra i Riformatori Liberali e la Casa delle Libertà. I "salmoni" saranno quindi in campo con proprie liste in occasione delle prossime elezioni provinciali all'interno della coalizione di centro-destra che sosterrà il presidente uscente Marzio Strassoldo.
Lo scenario che si è delineato è particolarmente interessante perché la presenza dei Riformatori Liberali anche ad elezioni amministrative è un importante passo per il radicamento ed il rafforzamento della nuova formazione.
LA SCOMPARSA DI LUCA COSCIONI
Il blog "Della Vedova 2006" esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Luca Coscioni. Ricorderemo sempre il coraggio e la speranza di Luca - il coraggio e la speranza di chi non considera la malattia e la sofferenza un dato ineluttabile della natura, ma che crede che le straordinarie capacità dell'uomo ed i prodotti di queste, la scienza e la tecnologia, possano consentire alla felicità ed alla vita di aver il sopravvento sul dolore e sulla morte.
TUTTI A ROMA!
Il 18-19 Febbraio all'Ergife a Roma l'assemblea nazionale dei Riformatori Liberali per l'inizio della campagna elettorale. In apertura dei lavori interverrà il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.